Il Blog di Davide G. Spoto

Content e Social media manager

L’immagine del profilo social come prolungamento del nostro corpo.
Comunicazione & Social media marketing

L’immagine del profilo social come prolungamento del nostro corpo.

Immagine del profilo social e legami digitali

Quel legame, quel legame speciale che ci connette agli altri e crea quel filo conduttore tra il mondo reale e quello digitale, tra il mondo dei blog e dei social network e la vita.

L’immagine del profilo social ( Facebook, Twitter, Instagram etc. ) spesso viene trascurata, lasciata alle intemperie del vento elettrico digitale.

E sono io il primo a trascurare me stesso: non per poca cura o per complessi di inferiorità o altra roba psicologicamente aggrovigliata ma perché è difficile stabilire quel legame tra i due mondi ( virtuale e reale ), quella connessione che si installa in quel quadratino, in quel tondino che di norma mostra un volto.

Le rughe che non si vedono, Photoshop a manetta, le espressioni, stati d’animo, lo sguardo, la posa, i colori, i gesti: l’immagine e l’identità, insomma, parlano di me, di noi, di chi siamo.

L’identità dell’immagine del profilo

Come fare a definire l’identità in quell’istante?

Come vuoi apparire veramente?

Se sei triste, metterai mai un’immagine dove piangi o ti disperi?

Non credo proprio perché oggi si tende a far vedere la parte solare e felice di ognuno di noi. A volte un po’ troppo artefatta, secondo il mio punto di vista.

L’immagine del profilo di un’azienda

Ma un’azienda? Cosa deve mostrare un’azienda? In quel piccolo quadratino, che ci deve mettere?

Il logo, sicuramente. Ma mai sottovalutare l’importanza di quel logo, di quei colori e quelle linee: dietro dovrebbe esserci un progetto di identità ed immagine coordinata che mostri i valori di quell’azienda.

A differenza di un uomo, un marchio può far vedere sempre la positività della propria mission aziendale, in quel quadratino. Cercando l’autenticità e dimostrando sincerità, si capisce ( ? )

Ma forse non è così…

Perché, secondo me, non bisogna sottovalutare alcuni fattori importanti:

Tempo

C’è chi sostiene che modificare l’immagine troppo spesso non crei conoscibilità o riconoscibilità della persona o dell’azienda. E sono d’accordo ma credo che ogni tanto ci sia bisogno di trasformarsi, di mostrare un cambiamento avvenuto. Un cambiamento importante, si intende.

Bisognerebbe comunicare agli altri questo cambiamento e non apparire solo belli e stop. Cambiare ed esprimere quel legame in modi diversi ma con coerenza non mi sembra poi così sbagliato. Neanche per un brand.

Colori

I colori ci portano in mondi sempre nuovi e diversi: esprimono significati e stati d’animo diversi.

Utilizzare colori che non senti tuoi o trasformare il tuo logo a “come ti alzi la mattina” non paga, non rende l’idea e confonde.

Significato

E qui mi inceppo, divento un disco rotto perché è difficile dare senso in quel quadratino e a quell’immagine.

Cosa vuoi dirci? Cosa voglio comunicarvi? Il senso che diamo a sguardi e linee ci identifica come in una fotografia. Colpisce l’inconscio e ci permette di esistere. Sia digitalmente che realmente. Rimane indelebile.

Un marchio, un volto, ci dice molto di chi siamo. Sottovalutare questo aspetto sui social network è un errore che può lenire la nostra credibilità.

Conclusioni

Il web oramai sta diventando sempre più un prolungamento del nostro corpo, continuazione e completamento del nostro pensare ed agire.

Sottovalutare questo “legame” potrebbe interrompere o rallentare un processo bellissimo di comunicazione e marketing che potrebbe dare benefici e novità alla nostra esistenza, anche economici.

Che ne pensate?

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Scritto da Davide Giuseppe Spoto - 9 gennaio 2017 - 29 Views